Non tutte le saldature sono uguali. Soprattutto se la tua azienda e il tuo progetto hanno bisogno di saldature che durino nel tempo e abbiano un’alta tenuta, c’è solo una scelta da fare: la saldatura certificata, o meglio, un procedimento di saldatura certificato. Questo tipo di lavorazione garantisce resistenza, sicurezza e qualità grazie all’impiego di operatori qualificati e processi standardizzati.
Ma cosa significa esattamente saldatura certificata e perché è così importante per i collettori? Scopriamolo insieme.
Facciamo chiarezza: quali sono i tipi di saldatura esistenti?

Le tecniche di saldatura più diffuse per la lavorazione di collettori (e non solo) sono principalmente due: TIG e MIG/MAG.
Saldatura TIG
La saldatura TIG (Tungsten Inert Gas) è un processo che utilizza un elettrodo di tungsteno per generare l’arco elettrico e un gas inerte (come argon o elio) per proteggere la zona di saldatura dall’ossidazione. Questa tecnica offre:
- Elevata precisione e finitura di alta qualità
- Maggiore controllo del bagno di fusione
- Resistenza e performance su spessori sottili e leghe leggere
Saldatura MIG/MAG
La saldatura MIG/MAG (Metal Inert Gas/Metal Active Gas) utilizza un filo continuo come elettrodo e un gas di protezione (in genere argon, CO₂ o miscele di entrambi). I vantaggi principali sono:
- Maggiore velocità di esecuzione rispetto alla TIG
- Migliori performance su spessori maggiori
- Processo più automatizzabile
Qual è la differenza fra una saldatura certificata e una che non lo è?

Una saldatura certificata è realizzata da un operatore qualificato che ha ottenuto un patentino di saldatura dopo un percorso formativo specifico. Questo garantisce che il saldatore conosca e applichi le tecniche corrette per eseguire giunti sicuri e resistenti.
Inoltre, i procedimenti di saldatura certificati vengono eseguiti secondo standard normativi precisi e spesso sono soggetti a controlli aggiuntivi, come test di tenuta e verifiche strutturali.
Le saldature non certificate, invece, possono presentare:
- Minore resistenza e durata nel tempo
- Maggiore rischio di difetti, come porosità o crepe
- Mancanza di conformità agli standard richiesti in settori regolamentati
Tipi di certificazioni per la saldatura
Esistono diverse certificazioni che garantiscono la qualità e l’affidabilità del processo di saldatura.
- Certificazione EN ISO 9601: questa garantisce che il processo di saldatura segua gli standard richiesti dalle normative europee.
- Certificazioni WPQR e WPS (EN ISO 15614 e EN ISO 1509): garantisce direttive specifiche di processo e conformità a normative come le PED (Direttiva 2014/68/UE) e TPED (Direttiva 2010/35/UE).
Nella nostra azienda possiamo garantirle entrambe.
L’evoluzione della saldatura: le maschere


Le maschere di saldatura, o dime, sono strumenti fondamentali per garantire precisione e uniformità nel processo di saldatura. Si tratta di strutture metalliche progettate su misura che mantengono i pezzi nella posizione corretta, riducendo al minimo il rischio di errori e migliorando la qualità del giunto saldato. L’uso delle maschere consente di velocizzare il lavoro, aumentare la ripetibilità e ottimizzare la produzione, soprattutto nei processi automatizzati o robotizzati, garantendo risultati costanti e conformi agli standard di certificazione. Esistono, tuttavia, due tipi di maschere: quelle dedicate e quelle modulari, di cui ti parliamo qui di seguito.
Maschere dedicate
Come abbiamo appena detto, le maschere di saldatura (o dime) sono attrezzature usate per posizionare e bloccare i componenti durante la saldatura. Quelle dedicate e personalizzate possono essere progettate per un singolo prodotto o famiglia di prodotti e garantiscono precisione e ripetibilità elevata.
Vantaggi delle maschere dedicate
- Posizionamento sempre corretto dei pezzi durante la lavorazione e la saldatura;
- Riduzione dei tempi di setup;
- Qualità costante del giunto saldato;
- Possibilità di integrare stili e tecniche di saldatura specifiche (es. passate multiple, angoli torcia, sequenze personalizzate).
Maschere modulari
Queste maschere, invece, offrono flessibilità e adattabilità a prodotti diversi, ideali per prototipazione o basse serie. Tuttavia essere richiedono più tempo di preparazione rispetto a quelle dedicate o personalizzate e possono portare a variazioni nella qualità dei pezzi. Sono l’ideale, però, su articoli ripetitivi, dove la produttività e la qualità costante sono prioritarie.
Un ulteriore passo in avanti: le isole robotizzate
Il processo di saldatura ha fatto un enorme passo avanti con l’introduzione della robotica. L’automazione dei processi di saldatura oggi garantisce una maggiore efficienza e precisione, riducendo gli errori umani e migliorando la qualità del prodotto finale. Vediamo ora quali sono i 5 benefici principali che l’introduzione della robotica ha apportato a questa tecnica di giunzione.
Percorso ottimale lungo il giunto da saldare
I robot adibiti alla saldatura seguono con precisione il percorso del giunto, garantendo un’uniformità costante lungo tutta la saldatura. Questo riduce il rischio di imperfezioni e migliora la qualità della lavorazione.
Parametrizzazione ottimale dei dati macchina
Grazie ai sistemi di controllo avanzati, è possibile monitorare e correggere in tempo reale eventuali anomalie durante il processo di saldatura. Questo assicura una ripetibilità perfetta e riduce gli scarti.
Ripetibilità nel tempo
Come abbiamo appena detto, l’automazione consente di ottenere saldature identiche su più pezzi, eliminando le variazioni dovute all’errore umano e garantendo una produzione costante nel tempo.
Sicurezza e sostenibilità
L’uso della robotica riduce i rischi per gli operatori, che non devono più eseguire manualmente lavori pericolosi. Inoltre, un processo più controllato minimizza gli sprechi di materiale, contribuendo alla sostenibilità ambientale.
Maggiore tempo dedicato al controllo e calibrazione
Con i robot che eseguono la saldatura, gli operatori specializzati possono concentrarsi sul controllo qualità e sulla calibrazione delle macchine, garantendo standard ancora più elevati.
Il test di tenuta: un processo fondamentale per alcune applicazioni

Quando si parla di collettori, la tenuta stagna è un requisito essenziale. Per questo motivo, oltre a eseguire una saldatura certificata, è fondamentale sottoporre il pezzo a test idraulici di pressione. Vediamo ora nel dettaglio.
Perché eseguire un test di tenuta?
I test di tenuta a pressione servono a verificare che tutte le saldature siano state eseguite correttamente e che il pezzo sia in grado di sopportare la pressione di lavoro senza perdite. Questa è una garanzia ulteriore rispetto alla semplice qualifica del saldatore, perché testa l’effettiva resistenza del prodotto finito.
Come funzionano i test idraulici?
Il test viene eseguito applicando una pressione specifica all’interno del collettore e monitorando eventuali variazioni. In genere si esegue una prova con una pressione superiore a quella di esercizio (ad esempio 1.5 volte la pressione di lavoro), per verificare la sicurezza anche in condizioni estreme.
Quando sono richiesti i test idraulici?
- Quando la normativa del settore li impone (ad esempio, in ambito industriale o automotive);
- Quando il collettore deve resistere a pressioni particolarmente elevate.
Il vero plus? Scegliere un partner che esegue anche il test di tenuta, oltre al processo di saldatura certificata
Se la qualità della saldatura è importante, lo è ancora di più la certezza che il pezzo sia perfettamente sigillato. Affidarsi a un’azienda in grado di eseguire sia un processo di saldatura certificata che test idraulici di pressione significa ottenere un prodotto più sicuro, conforme alle normative e pronto per l’uso.
Se cerchi un partner che possa farti risparmiare tempo e che, quindi, abbia sia saldatori certificati che personale adibito ai test idraulici, contattaci oppure scopri il nostro servizio di saldatura!

